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Finanza urgente: un percorso semplice (e realistico) per sbloccare liquidità in azienda

Finanza urgente: un percorso semplice (e realistico) per sbloccare liquidità in azienda

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Quando un imprenditore cerca finanza urgente, di solito non lo fa “per scelta”: lo fa perché la cassa non è più comoda. Un incasso slitta, una scadenza arriva prima del previsto, oppure si accumulano uscite ravvicinate. In questi casi serve un percorso semplice: capire il fabbisogno reale, preparare i documenti minimi e scegliere il canale più adatto.



1) Prima verità: non ti serve “un prestito”, ti serve governare la cassa



La finanza urgente funziona meglio se prima metti ordine sulla cassa. Il primo passo è costruire un piano di cassa essenziale su 8–13 settimane, anche su un foglio.


Tre elementi da segnare con precisione:


  • Incassi attesi e date (quando entrano davvero).

  • Pagamenti e date (fornitori, IVA, contributi, canoni, stipendi).

  • Voci che assorbono liquidità (magazzino, lavori in corso, crediti).



Questo passaggio serve per definire il fabbisogno: quanto ti serve, quando ti serve e per quanto tempo. Senza questa base, la richiesta di finanza rischia di essere poco credibile o sovradimensionata.



2) KPI e rating: cosa guarda chi deve dirti sì (e come lo migliori)



Chi eroga finanza guarda soprattutto la sostenibilità: la capacità di rientrare e la stabilità dei flussi. In pratica valuta numeri, andamento e coerenza tra richiesta e situazione aziendale.


Cose che aiutano in modo concreto:


  • Ridurre irregolarità e sconfinamenti: la continuità dei comportamenti conta.

  • Presentare un prospetto di cassa: dimostra controllo e pianificazione.

  • Spiegare eventuali anomalie: un ritardo di un cliente, un investimento una tantum, un picco stagionale.



Oltre ai numeri di bilancio, conta anche la “storia” che emerge dalle banche dati creditizie. Per questo è utile sapere cosa risulta su impresa e titolari prima di avviare una richiesta.



3) Quando è (quasi) impossibile ottenere finanza urgente



Esistono situazioni in cui ottenere finanza in tempi rapidi diventa molto difficile o possibile solo a condizioni poco sostenibili. Alcuni casi tipici:


  • Presenza di sofferenze o posizioni deteriorate rilevanti.

  • Procedure o contenziosi che mettono in dubbio la continuità aziendale.

  • Bilanci molto compromessi senza un piano credibile.



In questi casi, il punto non è “trovare qualcuno che eroga comunque”, ma scegliere una strategia sostenibile: spesso serve prima mettere in sicurezza la posizione e poi lavorare sulla finanziabilità.



4) La raccolta documentale minima che accelera davvero



La velocità dipende molto da quanto la documentazione è completa. In urgenza, il problema più comune è perdere tempo con integrazioni continue.


Documenti minimi indispensabili:


  • Visura camerale

  • Documenti d’identità

  • Ultime due dichiarazioni dei redditi o bilanci

  • Provvisorio dell’ultima annualità non ancora depositata (situazione contabile aggiornata)



Se questi documenti sono pronti, la valutazione diventa più rapida e la pratica è più gestibile.



5) Controlla cosa risulta su di te (prima che lo facciano gli altri)



Per accelerare, è utile verificare autonomamente i dati disponibili nelle banche dati. Questo riduce il rischio di scoprire problemi a metà percorso.


Link utili:


  1. Centrale dei Rischi (Banca d’Italia – accesso SPID)

    https://registration.bancaditalia.it/newRegistration/access/loginSpid.action?resource_url=https%253A%252F%252Farteweb.bancaditalia.it%252Farteweb-fe-web%252FreservedArea%252Fcr&loginError=

  2. SIC (CTC online)

    https://consumatore.ctconline.it/sic



Questa verifica serve per capire se ci sono segnalazioni, esposizioni o elementi che possono rallentare o bloccare la richiesta.



6) I canali: veloce vs economico (e cosa conviene in urgenza)



In finanza urgente c’è quasi sempre un compromesso tra tempi e costo. I canali principali si possono leggere così:


  • Fintech: spesso più veloci, ma in genere più costose e più selettive.

  • Banche locali già conosciute: possono valorizzare la relazione, ma spesso sono più lente nei processi.

  • Banche tradizionali tramite mediatore: in molti casi risultano più veloci perché la pratica arriva già ordinata e completa.



La scelta non va fatta “a sensazione”. Va fatta in base a documenti disponibili, profilo creditizio, urgenza e sostenibilità.



7) La leva spesso sottovalutata: liquidità con leaseback operativo



Se l’azienda possiede beni strumentali già in uso e presenti nel libro cespiti, una soluzione possibile è il leaseback (sale & lease back). Funziona così:


  • l’azienda vende il bene a una società di leasing,

  • ottiene liquidità,

  • continua a usare il bene pagando un canone.



È una strada utile quando serve liquidità senza interrompere l’operatività. Va valutata caso per caso, in base al tipo di bene, al valore e alla sostenibilità del canone.



8) Se la P.IVA non si finanzia: valutazione su codice fiscale (ultima istanza)



Se non è possibile finanziare la partita IVA, si può valutare una soluzione su codice fiscale tramite partner che erogano prestiti personali. È un’opzione di ultima istanza e va gestita con attenzione, perché trasferisce l’impegno direttamente sulla persona.


La regola pratica è verificare che la rata sia sostenibile anche in uno scenario prudente (incassi in ritardo, mesi difficili). Se non lo è, la soluzione rischia di diventare un problema aggiuntivo.




Box pratico: cosa fare domani mattina



  1. Scrivi un piano di cassa su 8–13 settimane.

  2. Prepara la documentazione minima (visura, ID, ultime due annualità, provvisorio).

  3. Controlla Centrale dei Rischi / SIC con i link indicati.

  4. Scegli il canale (fintech / banca relazione / banca tramite mediatore) in base a urgenza e costo.

  5. Valuta il leaseback se hai beni a cespite e ti serve liquidità senza fermarti.




Errori tipici da evitare



  • Chiedere un importo senza spiegare fabbisogno e rientro.

  • Mandare documenti in modo incompleto o a più riprese.

  • Ignorare segnalazioni o informazioni presenti nelle banche dati.




Takeaway finale



La finanza urgente si ottiene più facilmente quando la richiesta è ordinata: fabbisogno chiaro, documenti pronti, canale adatto e sostenibilità dimostrabile. Se serve, MCF può valutare più alternative e scegliere il percorso più compatibile con tempi e situazione.



FAQ



Quanto ci vuole davvero? Dipende da documenti, profilo e canale. Con documentazione completa si accelera.

Fintech conviene? Se la priorità è il tempo e il costo è sostenibile.

Il leaseback su usato si può fare? Spesso sì, se il bene è tracciabile e valorizzabile, ma va valutato caso per caso.


Fonti: indicazioni operative su accesso a Centrale dei Rischi e SIC e principi generali di valutazione creditizia, KPI e leaseback.

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