Se hai in programma di comprare macchinari, attrezzature o tecnologia per far crescere la tua azienda, il 2026 parte con una notizia concreta: la “Nuova Sabatini” ha risorse rifinanziate e, allo stesso tempo, restano in campo i crediti d’imposta legati alle aree agevolate (ZES e ZLS). Il punto, però, non è “sapere che esistono”: è capire come si incastrano con il leasing, quali imprese possono beneficiarne e come evitare l’errore più comune, cioè muoversi tardi e dover rifare i conti a investimento già deciso.
Che cosa cambia nel 2026: quadro rapido e senza fumo
La Nuova Sabatini è una misura del MIMIT pensata per facilitare l’accesso al credito delle PMI che investono in beni strumentali, sia acquistati sia acquisiti in leasing. È un incentivo “finanziario”, perché si traduce in un contributo calcolato sugli interessi convenzionali del finanziamento/leasing. Il MIMIT lo indica esplicitamente: la misura sostiene l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti, attrezzature, hardware e anche software/tecnologie digitali.
Sul fronte territoriale, il credito d’imposta ZES Unica viene esteso agli anni 2026, 2027 e 2028, con investimenti agevolabili dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2028 e limiti di spesa annuali indicati nei dossier parlamentari.
Per le ZLS, la legge di bilancio 2026 conferma un credito d’imposta dedicato alle imprese che operano o si insediano in queste aree, con un limite di spesa annuo (indicazione sempre nei dossier).
Nuova Sabatini: perché è utile (soprattutto se fai leasing)
La Sabatini è spesso raccontata come “sconto sugli interessi”, e in sostanza è così: il contributo è calcolato su un piano di ammortamento convenzionale quinquennale, con tassi di riferimento (per esempio 2,75% per investimenti ordinari e 3,575% per 4.0/green, secondo le FAQ MIMIT).
La parte che interessa davvero chi fa investimenti operativi è questa: il beneficio è disponibile anche quando l’azienda acquisisce il bene tramite leasing, non solo quando lo compra con finanziamento bancario tradizionale.
In pratica, se una PMI vuole aggiornare un centro di lavoro, un impianto, un parco macchine o una linea produttiva, il leasing resta uno strumento naturale (per cassa e pianificazione) e la Sabatini diventa un acceleratore che riduce il “costo finanziario” complessivo dell’operazione.
ZES e ZLS: quando il credito d’imposta diventa un vantaggio reale
Qui la logica cambia: non stai abbattendo il costo degli interessi, stai ottenendo un credito d’imposta commisurato agli investimenti, ma solo se l’impresa è localizzata (o si insedia) nelle aree ammesse e rispetta regole e finestre operative.
Per la ZES Unica, l’Agenzia delle Entrate spiega il perimetro dell’agevolazione e chiarisce anche un punto pratico importante: il credito è cumulabile nei limiti delle spese effettivamente sostenute e con altre misure agevolative, con le condizioni previste dalla disciplina.
La legge di bilancio 2026, come riportato nei dossier, estende la misura al triennio 2026–2028 e definisce i tetti di spesa annuali.
Per le ZLS, esiste un credito d’imposta annuale con tempistiche e comunicazioni dedicate (Agenzia delle Entrate e portale incentivi riportano l’impostazione per l’annualità 2025; per il 2026 conviene tenere monitorati provvedimenti e finestre aggiornate).
La domanda chiave per una PMI non è “ZES o Sabatini?”, ma “posso costruire un percorso che massimizzi l’investimento senza stressare cassa e senza sbagliare il timing delle richieste?”.
Cumulo Sabatini + ZES/ZLS: si può, ma con regole chiare
Qui serve un messaggio semplice e prudente: la Nuova Sabatini è cumulabile con altri aiuti di Stato a condizione di non superare le intensità massime previste dalle regole applicabili.
Dal lato ZES, la cumulabilità è prevista entro condizioni e limiti (spese effettive, intensità, disciplina UE di riferimento).
Tradotto in lingua “da imprenditore”: spesso il cumulo è possibile, ma non si improvvisa. Va impostato prima di firmare ordini e contratti, perché il modo in cui strutturi investimento, preventivi, contratti di leasing e cronoprogramma può fare la differenza tra incentivo utilizzabile e incentivo “sulla carta”.
Come aggiornare le offerte MCF per PMI in ZES/ZLS (cosa comunicare ai clienti)
Se stai parlando con una PMI localizzata in ZES Unica o in un’area ZLS, la comunicazione commerciale più utile non è “abbiamo l’incentivo”, ma “ti costruiamo il percorso giusto tra investimento, leasing e tempi”. Tre messaggi devono passare chiari.
Primo: la Nuova Sabatini può supportare l’investimento anche se il bene viene acquisito in leasing, quindi non stai scegliendo tra agevolazione e strumento finanziario: puoi usare il leasing e, se ci sono i requisiti, ottenere anche il contributo.
Secondo: se sei in ZES Unica, il 2026 è un anno “buono” per pianificare investimenti perché la misura è estesa al 2026–2028 (con regole e tetti annuali), ma la gestione delle comunicazioni e delle finestre è parte dell’operazione, non un dettaglio.
Terzo: per le ZLS vale lo stesso approccio “a calendario”: le annualità hanno finestre operative e serve prepararsi per tempo, evitando di arrivare a ridosso delle scadenze con documenti incompleti.
Il risultato pratico è che MCF può presentarsi come “cassa di risonanza” di tutte le alternative: leasing per i beni strumentali, Sabatini per ridurre il costo finanziario, e ZES/ZLS per valorizzare la localizzazione dell’impresa quando c’è diritto al credito d’imposta.
Fonti
MIMIT – Nuova Sabatini (beni strumentali, anche in leasing) e FAQ su calcolo/cumulo.
MEF e dossier parlamentari legge di bilancio 2026 (estensione credito ZES Unica 2026–2028; credito ZLS).
Agenzia delle Entrate – pagine operative su credito ZES (cumulabilità) e ZLS (modalità/finestre per annualità).


